Nuovo algoritmo Fit Bite per elettromiografo Foremg [Casi clinici]

Molto spesso negli studi dentistici si presentano pazienti che arrivano con “tasche” piene di bite, fatti da diversi dentisti con l’intento di risolvere alcuni disturbi. L’elettromiografo Foremg può aiutare il clinico ad adattare il bite nella giusta occlusione, bilanciandolo a livello anche muscolare.
Nel nostro elettromiografo Foremg è stato inserito l’algoritmo Fit Bite che permette di individuare le aree dove il bite può essere modificato, suggerendo al professionista possibili variazioni di spessore, necessarie ad ottenere un corretto allineamento delle arcate dentali.

Come funziona l’algoritmo Fit Bite per elettromiografo Foremg?

  • implementa matematicamente il linguaggio naturale usato per descrivere la condizione occlusale analizzata tramite gli indici POC;
  • individua, per approssimazioni successive, le aree a maggiore probabilità di intervento per allineare correttamente le arcate dentali.

L’algoritmo Fit Bite considera contemporaneamente i risultati forniti dai 4 indici occlusali POC TA, POC MM, TORS e BAR ed elabora una strategia di intervento, indicando i quadranti dove occorre intervenire sul bite con l’obiettivo di ottenere l’equilibrio occlusale.

L’interfaccia grafica prevede 3 livelli di spessore per le 4 arcate, palatale e linguale:

Un segno “+” indica l’esigenza di aumentare lo spessore, mentre un segno “” indica l’esigenza di diminuire lo spessore del bite, rimuovendo materiale in eccesso.
I livelli di spessore sono ottenuti da un’analisi numerica che simula l’effetto dell’intervento di correzione sui valori dei 4 coefficienti e propone quello con più alta probabilità di successo.

Qualora la condizione di disequilibrio sia particolarmente significativa, l’algoritmo propone interventi per fasi successive di ottimizzazione.

L’algoritmo Fit Bite predilige, quando possibile, scelte che prevedono di asportare materiale dal bite, per un più agevole intervento da parte del dentista (ottimizzazione del bite).
Di seguito viene rappresentato il diagramma delle fasi dell’algoritmo implementato.

tabella fasi algoritmo Fit Bite


CASI CLINICI

CASO A

CASO A

Dott. Paolo Lesca
Paziente M.C.

Presentatasi al n.so studio in data 29.01.2016 per un problema di cefalea bilaterale, inviataci da medico di base; in altro studio odontoiatrico era stato proposto un complesso trattamento ortodontico con allineatori.
Venne realizzato un bite in resina rigida e gancetti inferiore in data 03.03.2016: impronte, cera di centrica ed arco facciale (Girbach). Controllo dopo circa un mese per verifica, senza particolari segnalazioni di sorta.
In data 07.06.2017 ritorna alla nostra osservazione per una otturazione dell’1.7; dall’indagine anamnestica segnala come la cefalea sia scomparsa con il solo uso del bite che porta tuttora.
Si decide di fare un controllo con Foremg: vengono eseguiti 3 test, il primo con i cotoni (eliminazione dei contatti), il secondo (Clenching 1) senza nulla quindi in ICmax, il terzo (Clenching 2) con il Bite realizzato un anno fa.
Come si evidenzia dagli esami in intercuspidazione massima la paziente contatta posteriormente in modo eccessivo e le forze muscolari temporali/masseteri si invertono rispetto al tracciato eseguito con i cotoni.

caso clinico A.1 - algoritmo Fit Bite - elettromiografo Foremg

Il tracciato con il BITE evidenzia invece il riequilibrio delle forze muscolari riposizionando e ribilanciando al 100% (o quasi, ma così è già ottimale) la “torta” dei quattro muscoli.

Conclusioni

La paziente soffriva di cefalea certamente per una ipossia dei temporali, cosa che il il bite intercetta e riequilibra: è evidente che il bite sia eseguito correttamente perché l’algoritmo non indica correzioni da effettuarsi e FOREMG certifica l’iter corretto.

CASO B

CASO B

Alla valutazione con il sistema ForEmg il quadro occlusale è il seguente:

caso clinico B.1 - algoritmo Fit Bite - elettromiografo Foremg

POC TA = 88,5R
POC MM = 54,7L
BAR = 73,4A
TORS 76,6R
IMPACT = 58

Il paziente mostra una condizione di malocclusione anteriore (BAR) con prevalenza di contatto nel quadrante posteriore sinistro (POC MM).

L’algoritmo suggerisce di utilizzare un bite aumentando i contatti posteriormente per arretrare il “morso” e aumentare il carico occlusale posteriormente. Indica inoltre come lo spessore debba essere maggiore nell’area posteriore destra, allo scopo di equilibrare il contatto nei quadranti posteriori, riducendolo a sinistra e aumentandolo a destra, eliminando quindi l’asimmetria.

Il valore di IMPACT indica come l’efficacia del “morso” sia ridotta rispetto al clenching sui cotoni. Indica la possibilità di aumentare la dimensione verticale. Da valutare le sensazioni dolorose che, se presenti, sarebbero inibitorie.

Dopo aver adattato il bite ed aver effettuato una prova di clenching con il bite indossato dal paziente, si verifica la seguente situazione:

caso clinico B.2 - algoritmo Fit Bite - elettromiografo Foremg

Il POC MM ora vale 89,8L e quindi si è normalizzato, così come il BAR che ora vale 93,2A.
Anche graficamente si osserva una condizione di quasi totale equilibrio.


Ti interessa l’algoritmo Fit Bite per l’elettromiografo Foremg e vorresti richiederne una dimostrazione?

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